Main Index >> Media Index >> Hail to the Thief Media | Italian Media | 2003 Interviews
INCONTRATE I RADIOHEAD? BENISSIMO, SONO DAVVERO MUSICISTI IN GAMBA. VI DIAMO UN CONSIGLIO, PERÒ: NON PARLATEGLI DI POP. LA LORO È PROPRIO TUTTA UN'ALTRA MUSICA!
di Marco Cresci


Se siete tra quelli che credevano o speravano che i Radiohead sarebbero tornati con un album pop, come la stampa inglese aveva da tempo predetto, vi siete sbagliati. "Hall To The Thief" è un album imponente in cui i Radiohead mescolano tutti gli episodi che hanno caratterizzato la loro carriera, dalle chitarre di "The Bends" alle paranoie di "Ok Computer", passando per le atmosfere sintetiche di "Kid A". Il risultato è un album complesso che a ogni ascolto avrà qualcosa di nuovo da offrirvi. Il titolo, "Hall To The Thief", cioè 'Salute al ladro' è uno degli slogan più popolari in America, nato nel 2000 dopo l'elezione di Bush a presidente degli Stati Uniti. L'elezione fu giudicata da molti truccata e Bush appun-to un ladro di voti. Il titolo ha naturalmente scatenato polemiche, e c'è chi giura che farà di tutto per boicottare i Radiohead negli States.

Come mai non avete espresso il vostro giudizio nei giorni precedenti la guerra in Iraq, ma avete preferito dire tutto in modo elegante, con questo titolo?
"Noi abbiamo sempre preso parte alle marce contro la guerra, Thom è andato alla grande marcia di Londra e siamo sempre andati anche in piazza contro la globalizzazione. Abbiamo sempre espresso il nostro punto di vista, ma nel caso della guerra si trattava di una faccenda troppo grande e dei musicisti non avrebbero potuto fare niente. Cosa avremmo ottenuto rilasciando una nostra dichiarazione? Stavamo finendo il missaggio dell'album e abbiamo preferito dedicarci a quello. In ogni caso avremmo preferito mar-ciare con i nostri vicini di casa piuttosto che salire su un podio a rilasciare dichiarazioni."

Molti vostri fan americani ce l'hanno con voi, dicono di sentirsi offesi per il titolo che avete scelto. Ma se sono vostri fan dovrebbero sapere quali sono le vostre idee, no?
"Certo. Come fan mi sarei preoccupato se i Radiohead fossero usciti con un album di canzonette pop. Anche i testi che ha scritto Thom parlano di tutto quello che ci ha colpiti nel presente ma anche nel passato. Questi sono i Radiohead e per questo motivo molta gente si identifica nelle nostre canzoni. Quello che vogliamo dire non è che Thom sia il miglior scrittore, ma quello che riesce a ottenere è far sentire meno sola la gente che ascolta le nostre canzoni, perché c'è qualcun altro che la pensa come loro. Questo è un dono che ha Thom, riesce a comunicare quello che prova facendolo arrivare a tutti e nonostante questo ha i piedi per terra, non è una di quelle star che vivono dentro una bolla."

Ma non siete preoccupati che per questo il vostro album vada male in America?
"No, perché innanzi tutto devi dire sempre quello che pensi. Noi siamo sempre stati una band onesta e se non lo fossimo non riusciremmo a fare sogni tranquilli la notte. Non